Crisi/ Eurozona respira tra Bce e ok a Esm, domani Ecofin a Cipro

I vari pezzi delle difese anticrisi al loro posto, e tassi calano

Crisi/ Eurozona respira tra Bce e ok a Esm, domani Ecofin a Cipro

Roma, 13 set. Con i tasselli chiave dei sistemi anticrisi che finalmente sembrano aver trovato il loro posto, è in un clima decisamente più disteso che domani ministri delle Finanze e banchieri centrali europei si ritroveranno a Cipro, per una delle due riunioni annuali informali del Consiglio Ecofin. Come di consueto verrà preceduta dalla riunione ristretta a livello di Eurogruppo, dove i partner dell'Unione valutaria avranno finalmente modo di valutare i primi benefici che si sono già visti a seguito delle rilevanti decisioni a cui si è giunti nelle ultime settimane.

A cominciare dal piano per possibili interventi calmieranti sui titoli di stato approntato la scorsa settimana dalla Banca centrale europea guidata da Mario Draghi. Oggi nel suo bollettino mensile l'istituzione ha ribadito che l'intervento è rigorosamente condizionato all'attuazione, da parte dei governi, delle misure di risanamento dei conti previste, assieme alla necessaria preventiva richiesta quantomeno dell'attivazione dei sistemi di scudo antispread tramite i fondi Efsf e Esm.

E i fondi anticrisi europei sono un altro aspetto chiave che giusto ieri è andato al suo posto: con l'attesissimo verdetto della Corte costituzionale della Germania alla ratifica sul Esm, il nuovo veicolo che a pieno regime avrà una capacità di intervento da 500 miliardi di euro. La rete di protezione europea ora si profila robusta, anche se data la sua struttura articolata e complessa, che coinvolge varie istituzioni, per essere pienamente dispiegata richiederà ancora tempo.

Peraltro non è scontato nemmeno che i due osservati speciali dei mesi passati - Spagna e Italia - finiscano per avvalersene.
Perché gli sviluppi delle ultime settimane e le loro implicazioni in prospettiva sono bastati a favorire netti camlieramenti dei rendimenti sui titoli di Stato dei due paesi, con conseguenti riduzioni degli spread rispetto ai Bund. E se i tassi dovessero mantenere questa dinamica entrambi non avrebbero più nessuna necessità di chiedere procedure di supporto comunque non gradevoli.

Questo non significa che la crisi dell'area euro sia già finita, e forse la circostanza che più di tutte lo ricorderà domani ai massimi responsabili economici europei è che i loro incontri si svolgeranno in un paese, Cipro, che è stato il quarto - dopo Grecia, Irlanda e Portogallo - a chiedere aiuti al resto dell'Ue e al Fmi (oltre a un inconsueto soccorso richiesto anche alla Russia). E senza contare il piano di sostegni focalizzato al settore bancario chiesto dalla Spagna, con cui il conto salirebbe a cinque.

Tra l'altro resta tutta da regolare la situazione della vicina Grecia, il paese epicentro della crisi, che sta ancora faticosamente trattando, a livello politico interno e assieme agli ispettori della troika Ue-Bce-Fmi, un nuovo energico pacchetto di misure di risanamento per recuperare il ritardo accumulato su questo versante. Senza piani convincenti Atene non riuscirà ad ottenere lo sblocco di altri indispensabili aiuti, ma il confronto sulla questione non si chiuderà certo questo fine settimana: proseguirà fino ad ottobre. E intanto a scaldare il clima nel paese ci si mettono anche i sindacati ellenici, che hanno appena proclamato un nuovo scioperi generale.

E intanto la crisi di questi ultimi mesi, che ha colpito una Europa già provata per la recessione del 2008-2009, sta provocando ferite sempre più profonde all'economia reale: proprio oggi la Bce ha ribadito il quadro allarmante che riguarda il mercato del lavoro. Prevede "un ulteriore incremento della disoccupazione a breve termine", dopo che negli ultimi trimestre è già salita a livelli da record oltre l'11 per cento. Invece l'Ocse ha segnalato un generale indebolimento della crescita economica in tutto il G20, che quindi oltre all'Europa coinvolge anche diverse tra le nuove grandi economie globali.

Anche per questo, con le prospettive delle tensioni dei mercati se non risolte quantomeno appaiono più stabili rispetto a solo un paio di mesi fa, l'Eurogruoppo e l'Ecofin saranno una occasione per riprendere il dialogo sulle misure e le strategie da perseguire per rilanciare crescita e occupazione. Un tema che tutti i paesi hanno concordato di affrontare con la stessa determinazione del risanamento dei conti.

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