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Milano, 17 nov. La due diligence, sui conti e gli asset industriali, è in corso nell’headquarters in vetro e acciaio della Marazzi group a Modena. I manager venuti da Dallas (Texas) e Calhoun (Georgia) hanno tempo ancora un mese, quando scadrà l’esclusiva negoziale accordata dalla Fintiles, la holding che esprime gli interessi dei fratelli Filippo e Rosaria Marazzi (51%) nonché quelli dalla Luxelit (49%) dei fondi Permira e Pep-Private equity partners. I colloqui sono blindati dalla massima segretezza. Solo pochi ne sono al corrente. C’è il team degli advisor di Barclays che assiste il colosso Usa dei rivestimenti per edilizia Mohawk e la sua divisione Dal-Tile, numero uno al mondo di moquette, tappeti, parquet e piastrelle con 5,6 miliardi di dollari di ricavi. Ci sono i legali di Washington della Skadden Arps e quelli dello studio Giliberti Pappalettera Triscornia per i soci del leader italiano del gres. E ancora Eidos partners, l’advisor della Marazzi nella partita.
La posta in gioco? L’acquisto al 100% del gruppo di Modena, Sassuolo e Fiorano (ma sono 13 gli stabilimenti in mezza Europa, Russia e Usa) che porterebbe in dote agli americani quasi 900 milioni di ricavi e un solido piede nel Vecchio Continente, con in più l’eccellenza di design e made in Italy. Se si chiuderà, sarà un’operazione da almeno 1,2 miliardi di dollari (...).
Daniela Polizzi e Carlo Turchetti
Leggi tutto l'articolo su Il Mondo n. 45 ora in edicola
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